Now Playing Tracks

Ogni volta che mi hai detto “te non stai bene,non te credo più,non potemo sta’ insieme.Fumo e spingo play,ma non come vorrei,soffro come Cobain se non sto con lei.
Gemitaiz.
Ridere non è così difficile.C’è riuscito un vecchietto ubriaco all’una di notte,disoccupato,che girava in villa.Dei ragazzi gli hanno anche acceso una sigaretta,dato che non riusciva a stare neanche in piedi.E allora si avvicina a me e ai miei amici,che stavamo discutendo.Abbiamo parlato con lui,e nonostante tutto,nonostante le difficoltà,anche lui,anche quel vecchietto che quella sera aveva bevuto fino a non ricordare nulla rideva.Guardavo i suoi occhi,erano lucidi quando mi parlava del suo paese,del suo vecchio lavoro,della sua ex moglie.Ma era comunque felice della sua vita.Questo ha fatto sorridere anche me.I sorrisi si ottengono e si perdono anche nel giro di un minuto,ma bisogna essere sempre felici.Sempre.
Un giorno mia figlia mi chiederà, con un briciolo di emozione e parecchia curiosità: “Mamma, papà è stato il tuo primo vero amore?”
Io sul momento sarei tentata nel rispondere di si, ma non si può negare la verità ad i figli. “No, tesoro. Papà non è stato il mio primo vero amore.”
“No?! Allora chi è stato il tuo primo vero amore?”
E allora io farò il suo nome. “E com’era mamma, era bello? Era ricco? Famoso?”
Così le racconterò che il mio primo vero amore era bello, e sono certa che lo continuerà ad essere. Era bello e dannato. Stronzo e dolce. Era il veleno che mi uccideva e l’antidoto per guarire. Riderò nel ricordarmi così piccola e amata. Le racconterò che lui fumava, e allora anch’io fumavo. Gli dirò che fummo un grande amore, uno di quelli belli. Così tanto belli che era normale finissero.
(via mareadentro)

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